I piedi mi fanno vedere le stelle

Insieme a “Come va?”, “Arrivederci” e “Non sono stato io”, una delle frasi più comuni, in qualsiasi lingua, è probabilmente “I piedi mi fanno vedere le stelle”.

Non c’è da stupirsi.

Il piede dell’uomo è un congegno complesso, con più ossa di cinque generose porzioni di pollo, e con un tale intrico di muscoli, legamenti, nervi e vasi sanguigni che in genere si ha solo un’idea molto nebulosa del suo funzionamento, per non parlare poi di come prevenire i disturbi.

Aggiungiamo, inoltre, che ci impegniamo a camminare, correre, saltare per tenerci in forma, ma non dedichiamo un solo pensiero ai nostri piedi, se non quando si presenta qualche complicazione.

Comprensibile quindi che questo tipo di patologia sia uno dei più diffusi.

“Se la gente pensasse alla salute del piede quanto all’eleganza della scarpa in cui lo infila, si potrebbero evitare parecchi problemi- “Trascorriamo in piedi circa l’80% delle nostre ore di veglia. Sono i piedi a determinare l’allineamento di tutto lo scheletro, e ben pochi si rendono conto che le alterazioni del piede possono essere la causa di dolori e fastidi altrove”.

I piedi sono anche un barometro per le condizioni generali del corpo.

Anemia, artrite, diabete, disturbi cardiaci, circolatori e renali, ed altri malanni ancora possono essere individuati anzitutto nel piede.

Tutti noi, in pratica, nasciamo con i piedi perfettamente a posto, ma in età adulta il 70% accusa dei disturbi.

Fattori ereditari, cattivo trattamento del piede (compreso l’uso di scarpe e calze che non si adattano come dovrebbero), incidenti e la perdita del tono dei muscoli e dei legamenti che sopravviene con l’età sono tra le cause più comuni delle varie affezioni.

I piedi sorreggono tutto il nostro peso e meritano la massima considerazione.

In linea di massima una persona percorre diversi chilometri al giorno, di solito su superfici dure e rigide, e circa 190.000 nell’arco della vita: più di quattro volte il giro del nostro pianeta.

I piedi delle persone più attive assorbono l’impatto di circa 2,5 milioni di chilogrammi al giorno, per questo motivoi piedi costituiscono anche un miracolo dal punto di vista dermatologico.

La pelle delle piante è circa 10 volte più spessa di quella su tutto il resto del corpo, e funge da protezione.

Purtroppo il resto del piede è rivestito da pelle normale e fragile, per questo i disturbi dermatologici sono la ragione più frequente per cui ci si reca da un podologo.

I calli, per esempio, quelle piccole zone circolari di cellule indurite che si formano solitamente sulle dita in corrispondenza di un’articolazione sulla pianta del piede, sono uno dei fastidi più diffusi.

Ma sono anche prevenibili.

Dato che i calli sono di solito provocati dall’attrito o dalla pressione della scarpa, il modo più semplice per evitarli sta nel portare calzature in cui il piede stia comodo.

Se non c’è pressione od attrito è molto difficile che si formi un callo.

I calli molli si formano tra le dita quando le scarpe sono troppo strette.

Se avete un callo non cercate di eliminarlo con una lametta da rasoio: gli “interventi chirurgici” casalinghi possono provocare infezioni; lo specialista, che usa strumenti sterilizzati, può eliminarlo senza difficoltà e con poco dolore, ma è pericoloso cercare di fare da sé.

Sconsigliata anche la pratica di mettere a bagno il piede e poi cercare di eliminare il callo con lima abrasiva per calli, si rischia di provocare un danno ancor più grave, come un’infezione, senza eliminare la causa del callo. Ancora più dannoso è l’uso dei prodotti per eliminare i calli che, non avendo un’intelligenza per riconoscere il tessuto cheratinizzato e quello sano, è molto più facile che vada ad erodere l’epidermide sana con il grosso rischio di creare ulcere.

Se portate scarpe abbastanza larghe ma ugualmente soffrite di calli, la causa può ritrovarsi in un disturbo biomeccanico, come un dito a martello, dove la nocca del dito resta sollevata rispetto alla sua posizione normale e si strofina contro la scarpa.

Altra causa può essere un’escrescenza ossea che si forma quando si ha un’infiammazione locale per un periodo protratto.

Può essere necessaria una radiografia per accertare la situazione, ed un intervento opportuno se la causa è meccanica.

 

Le unghie dei nostri piedi sono delle protezioni che a volte, se non curate come si deve, possono causare degli inconvenienti.

L’unghia incarnita è il disturbo più comune e più doloroso, e si ha quando la parte laterale dell’unghia affonda nella pelle.

Di solito è dovuta ad un taglio mal fatto dell’unghia, ma può essere anche provocata da una ferita o da un’infezione micotica.

Molto comuni sono anche le contusioni alle unghie, dovute a botte o schiacciamento.

L’unghia si illividisce, e la pressione del sangue che si raccoglie immediatamente sotto è molto dolorosa.

Anche se esistono diversi rimedi domestici a cui si ricorre da tempo, rivolgetevi al podologo che si servirà di un ago o di un trapano elettronico per risolvere il problema.

Ma le unghie dei piedi possono illividirsi anche se urtano contro la scarpa durante una qualsiasi attività, in tal taso o le unghie sono troppo lunghe o, più probabilmente, le scarpe non sono adatte.

Moltissime persone non sanno comperarsi le scarpe; le donne solitamente le scelgono per compiacere l’occhio, e non il piede, e con suole così sottili da non offrire in pratica alcuna protezione. Per evitare simili inconvenienti scegliete scarpe in cui tra l’estremità dell’alluce e la punta della scarpa resti circa un dito di spazio.

Misurate le scarpe stando in piedi e, dato che praticamente tutti abbiamo un piede più grande dell’altro, provate la scarpa soprattutto su quello.

Misuratele poi di pomeriggio, perché durante la giornata il piede tende a gonfiarsi un poco, e scegliete scarpe che sentite comode, e non che dobbiate faticosamente adattare a voi.

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